Capitolo 1 – Cos'è Ansible

1.1 Definizione

Ansible è uno strumento di automazione IT open source utilizzato per:

È sviluppato da Red Hat ed è oggi uno degli strumenti più utilizzati in ambito sistemistico e DevOps.

A differenza di altre soluzioni (come Puppet o Chef), Ansible è agentless: non richiede l'installazione di alcun agente sui nodi gestiti.


1.2 A cosa serve in ambito Sysadmin

In un contesto sistemistico, Ansible permette di:

Esempio pratico:

Senza Ansible:

Con Ansible:


1.3 Architettura di base

Ansible utilizza un'architettura molto semplice.

Control Node

Macchina su cui è installato Ansible e da cui partono i comandi.

Managed Nodes

Server gestiti da Ansible tramite SSH.

Inventory

File che definisce l'elenco dei server da gestire.

Playbook

File YAML che descrive lo stato desiderato dei sistemi.


1.4 Come funziona

Il flusso operativo è il seguente:

  1. Ansible legge l'inventory
  2. Si connette ai nodi via SSH
  3. Esegue i moduli richiesti
  4. Riporta l'esito dell'operazione

Ansible lavora in modalità dichiarativa:
non si descrive "come fare", ma "quale deve essere lo stato finale".

Esempio concettuale:

Questo comportamento si chiama idempotenza.


1.5 Perché è scelto in ambienti professionali

Ansible è diffuso in ambienti enterprise per diversi motivi:

È utilizzato sia per piccole infrastrutture che per ambienti complessi multi-tier.


1.6 Casi d’uso tipici


1.7 Quando NON usare Ansible

Ansible non è pensato per:

È uno strumento di automazione e gestione configurazione, non un sistema di controllo runtime continuo.


Conclusione

Ansible è uno strumento centrale nel toolkit di un sistemista moderno.

Permette di trasformare operazioni manuali in procedure automatizzate, ripetibili e versionabili, riducendo errori e aumentando la coerenza dell'infrastruttura.

Nel prossimo capitolo entreremo nella configurazione iniziale operativa dopo l’installazione.


Revision #2
Created 2026-02-26 13:40:44 UTC by Pe
Updated 2026-02-26 13:52:27 UTC by Pe